L’8 settembre e l’esercito europeo

Domani è 8 settembre. Nell’immaginario collettivo e nella retorica pubblica, il punto più basso della nostra seconda guerra mondiale. Il giorno in cui non si capì nulla: dalla guerra con i tedeschi all’armistizio con gli alleati. Una tragedia della storia nazionale con la precipitosa fuga notturna da Roma di re, governo e comando supremo; la famiglia reale e i generali raggiungono Pescara e si imbarcano per Brindisi; Roma è abbandonata, e nessuno ne ha organizzato la difesa.

L’esercito in rotta. Sfarinato, con i soldati che tornano a casa o che aspettano di capire che succede e cosa fare, chi vuol proseguire accanto ai tedeschi e chi vuole unirsi alla lotta di Liberazione; grazie al cielo la storia prende la direzione giusta e la stragrande maggioranza dei militari si schiera per la libertà, con i partigiani e verso la Repubblica.

Continua a leggere l’articolo di Giacomo D’Arrigo su HuffPost Italia

Iscriviti alla newsletter

Inserisci qui il tuo indirizzo email e iscriviti alla nostra newsletter!