Mondo

Emigrazione al contrario: per la prima volta nel mondo si torna a casa

Per la prima volta nella storia si è migrato “al contrario”. Sia dentro i singoli Stati (dalla città alla campagna), sia tra Nazioni (dai Paesi ricchi a quelli più poveri). Tra le cose nuove che il mondo (tutto il mondo) ha scoperto suo malgrado a causa del Coronavirus, c’è proprio lo spostamento dalle persone nel senso inverso a quello in cui ciò è sempre avvenuto: dal luogo di nascita/partenza verso le metropoli o verso i Paesi in cui andare per migliorare la propria condizione di vita, di studio, di lavoro.

Tra metà marzo e metà aprile del 2020 diversi milioni di persone in tutti i continenti si sono spostate (una stima orientativa, basata su fonti di reti consolari e notizie di stampa, parla di almeno 15 milioni di persone). La gran parte di questi sostanzialmente per far rientro “a casa”. Lontano dal centro e dai luoghi che sino a ieri erano il posto migliore dove stare e realizzare la propria vita e su cui investire: le città globali dei Paesi sviluppati o in via di sviluppo.

Continua a leggere l’analisi del presidente di Erasmo Giacomo D’Arrigo su Huffingtonpost.it

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